Avete letto sulle etichette delle bottiglie di spumante le scritte Brut, Extra Dry, Dry ecc. ma non sapete cosa vogliono dire? Pensate che gli spumanti siano tutti uguali? Bevete lo champagne insieme al dolce? Facciamo chiarezza.

Gli spumanti si dividono in primis in base al metodo di produzione, oltre alle zone ovviamente. I principali sono due: Metodo Classico, detto anche Champenoise, e Metodo Martinotti-Charmat. Per essere diretti, con il primo vengono prodotti Champagne, Franciacorta e Trentodoc, e con il secondo il Prosecco,per citare i più noti. La caratteristica principale del metodo classico è che gli spumanti vengono prodotti mediante rifermentazione in bottiglia mentre quelli realizzati con il metodo Charmat mediante rifermentazione in autoclave. Il risultato dei due metodi di produzione sono bollicine completamente diverse. Più fini, eleganti e complesse quelle realizzate con il metodo classico. Più immediate e beverine quelle realizzate con il metodo Charmat. C’è però un’altra distinzione fondamentale da fare quando ci troviamo nella situazione di dover scegliere una bottiglia di spumante. Quale?. Il dosaggio. Senza fare trattati di enologia possiamo dire con estrema semplicità, che il dosaggio non è altro che la quantità di zucchero presente nel vino. Va da se che, in base all’occasione in cui stapperemo la bollicina e, perché no, anche ai nostri gusti, sceglieremo la bottiglia che meglio si adatta.

Gli spumanti, in base allo zucchero presente, si dividono in:

Pas Dosè (detto anche Brut Zerò, Brut Nature, Dosaggio Zero): è la tipologia di spumante più secco. la rappresentazione più pura ed essenziale del vino. Adatto per accompagnare i pasti, questa denominazione è consentita per gli spumanti il cui residuo zuccherino varia da 0 a 3 grammi/litro.

Extra Brut: è uno spumante molto secco. Adatto per accompagnare i pasti, è ottimo anche durante l’aperitivo come accompagnamento a qualche stuzzichino. Questa denominazione è consentita per gli spumanti con residuo zuccherino tra 3 e 6 grammi/litro.

Brut: è il dosaggio riservato alla gran parte dei metodo classico. Si tratta di uno spumante secco adatto sia per l’aperitivo che a tutto pasto. Questa denominazione è consentita per gli spumanti con residuo zuccherino tra 6 e 12 grammi/litro.

Extra Dry: contrariamente alla sua traduzione letterale “extra secco”, questa tipologia di spumante ha un residuo zuccherino percettibile. Riservato quasi esclusivamente agli spumanti prodotti con il Metodo Charmat, questa denominazione è consentita per gli spumanti con residuo zuccherino tra 12 e 17 grammi/litro. Questi spumanti sono molto versatili. Accompagnano splendidamente i pasti e l’aperitivo di coloro ai quali non piacciono le bollicine tanto secche ma neanche troppo morbide.

Dry: La “morbidezza” della bollicina la fa da padrona. Siamo di fronte ad una bollicina che potrebbe anche accompagnare un dolce per coloro ai quali (scusate il gioco di parole) il “dolce dolce” non piace. Ad ogni modo, i “Dry”, sono spumanti che possono benissimo essere serviti come aperitivo e a tutto pasto agli amanti delle bollicine morbide. Questa denominazione è consentita per gli spumanti con residuo zuccherino tra 17 e 32 grammi/litro.

Demi-Sec: Ci troviamo di fronte a spumanti molto morbidi con residuo zuccherino importante. Sono bollicine che si prestano ad essere servite a fine pasto insieme al dolce. Questa denominazione è consentita per gli spumanti con residuo zuccherino tra 32 e 50 grammi/litro.

Dolce: è riservato agli spumanti con residuo zuccherino superiore ai 50 grammi litro. Parliamo di spumanti da abbinare ai dolci e volendo anche a formaggi e frutta secca.

 

Come potete notare, queste diciture non indicano un dosaggio ben preciso ma una fascia. Ed è proprio qui che il produttore mette la sua firma in base all’annata e al risultato che vuole ottenere.

Ora siete in grado di scegliere la giusta bollicina per ogni occasione!!

Cin!!

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